Posturologia e indagine posturale

Possiamo definire la postura come una combinazione di movimenti fini che causano un equilibrio sia statico che dinamico dei vari distretti del corpo nello spazio e nel tempo da parte di un sistema automatico e involontario,
definito “Sistema Tonico Posturale”.
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L’indagine posturale prende in esame i diversi recettori del corpo umano in quanto l’attività tonico posturale regola l’ortostatismo, la possibilità di reggersi in piedi. Senza una postura corretta non può esserci un corretto equilibrio, che possiamo definire come un rapporto ottimizzato tra il soggetto e l’ambiente circostante. Il sistema si basa su meccanismi di entrata(feedback) ed uscita (feedforward), utilizzando dei recettori per ottenere informazioni e queste, elaborate da centri superiori, regolano l’equilibrio dei muscoli posturali, che a loro volta sono dei recettori.
  
 
Il corpo umano, macchina complessa e meravigliosa, si autoregola in funzione del recettore squilibrato per ottenere la migliore risposta o “strategia” posturale per permettere all’individuo di svolgere correttamente i movimenti.
I recettori principali sono:


  • Occhio
  • Orecchio interno
  • Apparato stomatognatico
  • Sistema nervoso centrale e periferico
  • Muscoli
  • Cute
  • Articolazioni
  • Piede
Come Podologo e Posturologo prendo in esame l’arto inferiore, dal quale è possibile ottenere numerose informazioni sull’organismo. Il piede oltre ad essere organo di moto viene considerato anche come organo di senso o come ingresso del sistema tonico posturale. Nei nostri piedi esistono diversi recettori sensoriali in grado di informare il Sistema Nervoso Centrale sulla posizione che stiamo assumendo in quel determinato momento informando i centri superiori sulla posizione del corpo producendo i giusti aggiustamenti posturali per un corretto equilibrio.



Il piede può essere di tipo adattivo o causativo degli squilibri posturali.

  • Adattivo: quando il piede si adatta ad uno squilibrio posturale superiore
  • Causativo: quando è il piede ad essere causa di squilibrio posturale
Una condizione “mista” associa una componente adattiva ed una causativa, spesso sono piedi disarmonici o simmetrici.
Test Posturali:
Le fasi di un indagine posturale comprendono numerosi step che possono variare a seconda dell’anamnesi o del motivo che ha spinto il soggetto a richiedere l’esame, tuttavia è opportuno eseguire tutti i test per completezza dell’esame.
  • Verticale di barrè sui tre piani dello spazio. ( L'esaminatore si posiziona con un filo a piombo alle spalle del soggetto, si valutano le simmetrie tra:
  • Occipite
  • C7
  • L3
  • Plica interglutea
  • Metà della distanza intermalleolare
Se non ci fosse corrisondenza di simmetria tra i punti si si parla di sindrome ascendente, discendente, mista o disarmonica.
  • Esame della marcia (l’esaminatore si posiziona alle spalle dell’esaminato si osserva in questo modo la dinamica dell’sul grado di “avvolgimento” astragalo calcaneare)
  • Livelli creste iliache ( l’esaminatore si posizione alle spalle del paziente si pongono le mani sulle creste iliache per verificarne l’’altezza dal suolo. Spesso si riscontra un altezza maggiore dal lato dove l’elica podalica risulta essere più avvolta)
  • Stiloidi radiali (ponendosi di fronte al paziente ci indica, sommato al precedente, se le inclinazioni delle spalle e del bacino sono omolaterali o controlaterali)
  • Rotazione del capo: il movimento di rotazione del rachide riflette l’equilibrio delle catene posturali. È un utile test per valutare le correzioni posturali effettuate
  • Mobilizzazione della rotula: si esamina la mobilità della rotula, la quale, se risulta fissa è segno di flexum del ginocchio. Può essere bilaterale o monolaterale, la flessione del ginocchio interviene come compenso in accorciamento.
  • Test dei pollici: test eseguito da tergo, si posizionano le mani sulle Sips, si chiede al paziente di “avvolgersi” cercando di toccare la punta dei piedi ma senza piegare le ginocchia, si valuta la simmetria dei pollici, nel caso si osservi una risalita di uno solo dei pollici si realizza una asimmetria del tono posturale. La correzione del piede di norma riarmonizza il tono posturale.
  • Podoscopio in bipedestazione o monopedestazione
( test fondamentale per il  podologo/posturologo per definire l’apertura del piede in varo o valgo. Si invita il paziente ad alzare un piede rimando in equilibrio per alcuni secondi, si valutano i movimenti malleolari interni ed esterni e si osserva la proiezione dell’impronta dell’istmo tra retropiede ed avampiede.
 Un istmo che tende ad assottigliarsi o scomparire è caratteristica del valgismo, Un istmo che tende ad allargarsi è caratteristica di varismo. Con questo semplice test si possono collocare gli stimoli propriocettivi per stimolare le catene muscolari deprogrammate riequilibrando il tono muscolare del paziente.
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  • Test di Fukuda (si invita il paziente ad eseguire una marcia su posto di 50 passi con gli occhi chiusi e le braccia parallele alle spalle. Si valuta la rotazione del capo: una rotazione a destra causa rotazione di spin verso sinistra sinonimo di ipertono omolaterale
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  • Test dei rotatori:
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con il paziente sul lettino si esegue un movimento passivo di rotazione interna agli arti inferiori, si determinano cosi le interrelazioni tra il sistema muscolare e il disturbo posturale. Se il piede destro intraruota di meno rispetto al sinistro, o viceversa, si può dedurre quale sia il recettore posturale che determina uno scorretto mantenimento dell’equilibrio della postura.
  • ascendente ( disfunzione posturlae a causa di arto inferiore)
  • discendente ( disfunzione posturale a causa di disordini della bocca, dei denti, degli occhi)
  • viscerale ( disordini a causa del sistema digerente)
Altri test possono essere usati qualora la clinica dell’esplorazione lo ritenga necessario
  • PPC (unto prossimo di convergenza)/ test di convergenza riflessa(vicino/lontano)/ Cover test: test per il recettore occhio.
  • Esame baropodometrico: un test strumentale utile per valutare il guadagno posturale nel tempo.
 
Il podologo/posturologo utilizza le ortesi propriocettive per stimolare i riflessi di correzione, le quali vengono realizzate dopo l’esecuzione dell’indagine posturale. La presa di impronta su carta podografica viene utilizzata per determinare i punti di repere utili alla costruzione dell’ortesi. Vengono posizionati in corrispondenza di quel ben preciso muscolo plantare che rappresenta l’entrata della catena muscolo-connettivale ascendente deprogrammata che vogliamo stimolare e sono:
Mp1, Mp5, processo stiloideo e tubercolo dello scafoide. Gli spessori di sughero vanno da 1 a 3mm.
Spesso viene utilizzato un elemento energetico che agisce come “dissipatore” dell’eccesso di tono schermando il campo elettromagnetico prodotto dal corpo umano e ristabilendo in questo modo il giusto equilibrio posturale. La stimolazione dei recettori plantari determina una modifica dell’attività dei muscoli tonico-posturali. Molto importante sottolineare che l’utilizzo dei sistemi energetici, sommato all’azione degli stimoli propriocettivi, permette alla soletta posturale di agire anche quando si è seduti o quando si smette di usarle per brevi periodi, Il riflesso della correzione effettuata viene memorizzato dal Sistema posturale. Le solette agiscono mediante meccanismi neuro-fisiologici; esterocettori cutanei, meccanorecettori propriocettivi, in particolare la stimolazione dei secondi consente in modo fisiologico un controllo costante sull’ informazione posturale. Le solette determinano quindi una stimolazione sensoriale riflessa dei muscoli intrinseci del piede e quindi della catena muscolo-connettivale corrispondente. Le solette di riprogrammazione posturale sono ben tollerate dai pazienti, vengono utilizzate in qualsiasi tipo di calzature grazie al loro poco ingombro.